Quando si parla di coaching, l’accento è su un intervento sartorializzato che metta al centro il cliente e lo aiuti a definire e raggiungere i propri obiettivi. La sfida è ambiziosa, soprattutto se si considera che, in ambito aziendale, lavorare con un leader ha delle implicazioni a cascata anche per i collaboratori. Intraprendere un percorso di coaching dunque significa lavorare per costruire delle azioni molto concrete, che abbiano ricadute immediate nella quotidianità lavorativa. Questo requisito è essenziale perché gli obiettivi di business restano il punto focale ed è intorno ad essi che possono essere immaginati aspetti di miglioramento e cambiamenti personali. Inoltre, un punto imprescindibile nel coaching informato dalla psicologia dei costrutti personali è l’unicità del percorso. Ogni persona, ogni manager ha un proprio modo caratteristico di vedere l’azienda, di dare senso alle problematiche e alle sfide che incontra e di entrare in relazione con i propri collaboratori. È solo grazie alla comprensione di tali punti di vista che è possibile far emergere i punti di forza e di debolezza di ciascun leader e analizzare insieme quali possano essere i risvolti pratici del suo modo di essere. Questa fase, solo apparentemente semplice, è delicata quanto fondamentale, perché richiede disponibilità a mettersi in discussione come professionisti e al contempo permette di scegliere e definire la strada che si vuole percorrere. Gli obiettivi che emergono non sono accompagnati da passi certi e prevedibili, ma piuttosto è necessario programmare degli esperimenti concreti e soprattutto verificabili, che il leader riconosca come significativi e possa revisionare in tempi rapidi. Ciò significa che non è detto che un esperimento dia il risultato atteso, ma che è fondamentale analizzare cosa non ha funzionato e provare a comprendere quali alternative si abbiano a disposizione. È anche plausibile che, col tempo, alcuni degli obiettivi iniziali vengano modificati o anche che se ne creino di nuovi, in base a quanto emerge nel corso delle sessioni di coaching. Questo accade proprio perché si tratta di un acceleratore di esperienze che permette di testare le proprie ipotesi e le proprie (rel)azioni in maniera sistematica e rapida. In quest’ottica, il tempo è senza dubbio un aspetto importante dei percorsi di coaching aziendali, dove scadenze e timing regolano costantemente le attività dei professionisti e divengono vincoli e possibilità entro cui agire.