Un recente articolo del Center for American Progress (un think-tank americano ad orientamento progressista) sta animando un dibattito sulla correlazione tra mobilità sociale e caratteristiche della classe media. La tesi degli autori (Olinsky & Post, 2013) è che le regioni con una più estesa classe media abbiano una maggiore mobilità, favorendone le possibilità di ascesa economica. Nello studio da loro condotto su dati americani si evidenzia infatti un’elevata correlazione tra queste due variabili.
A questa tesi sembrano opporsi le riflessioni di un altro centro di ricerca americano: il Brookings Institute (un think-tank ad orientamento conservatore). L’autore di questo secondo articolo (Jacobs, 2013) sottolinea come tale correlazione non permetta di stabilire una relazione causale tra estensione della classe media e mobilità sociale. Tale affermazione si avvale degli studi condotti dalla Harvard University (Chetty et al., 2013) su aspetti sociali (educazione, reddito, tassazione, etc.) che potrebbero condizionare il rapporto tra le due variabili in esame.
Alla base di questo dibattito sembrano collocarsi le divisioni nella società americana rispetto alla politica di tassazione del prossimo futuro. Se da un lato infatti il Center for American Progress appoggia tradizionalmente la politica democratica di riduzione delle tasse per le classi medie, il Brookings Institute supporta la visione repubblicana di una limitata tassazione per ogni ceto americano. Al di là di queste possibili scelte politiche sembra evidente (e riconosciuto da tutti i contendenti) come le caratteristiche della classe media (estensione, livello di istruzione, etc.) possano condizionare le possibilità di una mobilità sociale e di una più generale crescita economica.
