Negli ultimi giorni sono stati pubblicati alcuni studi sul livello di fiducia che italiani e non nutrono sulla nostra ripresa economica. Da un lato i dati ISTAT sottolineano come sia le imprese che i consumatori mostrino una maggiore fiducia nell’economia italiana e nella sua possibile ripresa. Dall’altro il Fondo Monetario Internazionale prevede una moderata ripresa, sottolineando al contempo numerosi rischi legati alla possibile inefficacia delle misure di politica economica. I dati di ISTAT e FMI non sembrano in contraddizione. Entrambi si attendono una crescita dei consumi, una crescita che necessita però di un consolidamento del bilancio pubblico e un supporto alle politiche del mercato del lavoro. La nostra economia appare ai più come una sorta di enigma, in cui è difficile fare previsioni attendibili. La storia recente mostra come l’Italia abbia sempre mantenuto una posizione di rilievo nell’economia mondiale e al contempo un bilancio publico sempre da risanare. Quel che analisti italiani e non rilevano è però la necessità, se non l’obbligo, di una politica economica volta a incrementare la produttività e ridurre i costi del lavoro. L’alternativa è restare bloccati nella crisi che altri paesi iniziano ad arginare.
