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Economia collaborativa: la disabilità, una risorsa per le aziende

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Si chiama Global Business and Disability Network ed è la più recente iniziativa promossa dall’ILO (l’Organizzazione Internazionale del Lavoro) per rendere sempre più efficace e produttiva l’inclusione di persone disabili nelle aziende. A fronte di un impegno che va avanti da ormai 90 anni, questa piattaforma è il primo punto di incontro tra le multinazionali e tutte le realtà che ruotano intorno al mondo della disabilità in ambito professionale.

La direzione verso cui ci si sta muovendo è infatti quella di delineare anche in questo ambito delle best practices per le aziende, utili a far incontrare le esigenze di business delle imprese e l’accesso al lavoro delle persone con disabilità. Questo è possibile nel momento in cui l’azienda ritiene che una forza lavoro diversificata possa essere effettivamente una risorsa, piuttosto che un onere da assumere solo in risposta agli obblighi legislativi vigenti. Per questa ragione, qualche mese fa a Ginevra, 11 multinazionali si sono impegnate a firmare un accordo che le vede protagoniste nel rendere la sede di lavoro e la cultura aziendale sempre più inclusiva e accessibile per le persone disabili.

Accenture, Accorhotels, Gruppo Adecco, AXA Group, Gruppo Carrefour, Dow Chemical, Groupe Casino, L’Oréal, Orange, il Gruppo Standard Bank e Michelin sono i primi colossi coinvolti in questo movimento internazionale.

Rendere le community sempre più ampie e inclusive è anche al centro del progetto italiano Hackability in cui si realizzano oggetti a basso costo e personalizzabili, per supportare le persone con disabilità nella vita quotidiana, anche lavorativa.
Per quanto fondamentali, questi esempi di economia collaborativa e comunitaria, sono probabilmente solo un punto di partenza, e non di arrivo, verso un pieno riconoscimento della realtà delle persone disabili in un contesto così complesso come quello del mondo del lavoro.

Lavoro e disabilità

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