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Internet of Things: cos’è e perché vale 1,5 miliardi di euro

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L’Internet of Things (IoT) è la possibilità di monitorare e controllare in modo intelligente dispositivi e sensori attraverso le reti di comunicazione elettronica.

Gli ambiti applicativi di questa innovazione sono evidenti se si pensa alla vita di tutti i giorni, e spaziano dalla creazione di Smart City, in cui nuove infrastrutture di comunicazione IoT consentono lo sviluppo di servizi innovativi a beneficio di cittadini, alla Smart Home, dove per esempio è possibile regolare dal cellulare la temperatura dei riscaldamenti, o anche avere dei frigoriferi che segnalano in automatico la scadenza dei prodotti.
Quando ci si focalizza sull’Enterprise Internet of Things, cioè sulle implicazioni che questa opportunità offre in ambito aziendale, diventa chiaro come essa stia rivoluzionando i requisiti tecnologici e i modelli di business in ambito aziendale, poiché mette le imprese nella condizione di raccogliere e analizzare una mole enorme di dati e migliorare di conseguenza la loro Business intelligence.

L’innovazione prodotta dall’Internet of Things permette la creazione di un valore aggiunto perché gli oggetti che sono connessi in rete producono informazioni utili ad avviare nuovi processi produttivi e dunque danno la possibilità alle aziende di reinventarsi e creare nuovi servizi sulla base delle esigenze reali dei propri clienti.

L’IoT sta diventando sempre più parte del business mondiale, tanto che IoT Analytics pubblica periodicamente un report in cui mette in classifica le aziende che sembrano essere più associate al concetto di Internet of Things: l’edizione più recente del report (aprile-giugno 2015) vede primeggiare IBM davanti a Google e Intel.

In Italia, le prospettive di sviluppo di queste nuove tecnologie lasciano spazio a un mercato sempre più connesso a nuovi modelli, tanto che la Rai parla di un business da 1,55 miliardi di euro -> approfondisci a questo link.

Internet of Things

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