Vai al contenuto

Blog

La valutazione in azienda: vincolo e possibilità per il cambiamento

Negli ultimi decenni abbiamo assistito, in ambito aziendale, all’evolvere di fenomeni molto diversi tra loro: globalizzazione/localizzazione, networking, innovazione. Sembra tuttavia possibile rintracciare un filo conduttore che dia loro coerenza all’interno di un contesto generale e cioè l’importanza sempre maggiore degli asset intangibili. Essi hanno assunto una tale rilevanza poiché rappresentano, a parità di capitale investito, ciò che fa la differenza anche in termini di performance. In un contesto economico basato su una Knowlegde Economy, essi hanno inevitabilmente avuto implicazioni notevoli anche per quanto riguarda la valutazione (Canoro, 2010).

Fermarsi ad analizzare i processi di valutazione che ogni azienda definisce significa comprendere quali strumenti essa adotti per far fronte ai cambiamenti organizzativi: definire un obiettivo e non avere strumenti efficaci per valutarlo, non permette all’azienda di riconoscere cosa sta o non sta funzionando e il cambiamento risulta ostacolato.

La prospettiva costruttivista propone uno sguardo interessante su come i processi di valutazione siano indispensabili e imprescindibili per poter guardare al futuro con l’audacia di chi intende governare i cambiamenti, piuttosto che subirli. L’idea di fondo di G.A. Kelly (1955) e di molti altri autori che si riconoscono nel Costruttivismo radicale (tra cui H. von Foerster e E. Von Glasersfeld) è che non può esistere una realtà indipendente dall’osservatore e che pertanto, l’unico modo che abbiamo di conoscere è attraverso la nostra esperienza. Le ricadute di questo nel processo di valutazione aziendale iniziano nel momento in cui l’obiettivo della valutazione non è più l’analisi di una realtà oggettiva, ma piuttosto la comprensione dei processi, personali e aziendali, che conducono al cambiamento.

Le aziende, allo stato attuale, si configurano come sistemi flessibili e in continua evoluzione, perché in continua evoluzione è il macro sistema in cui sono inserite. Adattare di conseguenza i processi di valutazione, da un lato rende sempre più complessa la definizione dei criteri, ma dall’altro sembra essere l’unico modo per non soccombere di fronte al cambiamento costante dello scenario economico.
La complessità della valutazione, inoltre, è da ricercarsi nel fatto che al centro dei processi di valutazione ci sono sempre di più le persone, in quanto da loro dipende la possibilità di promuovere i cambiamenti.

Questo spostamento di focus non significa tuttavia che le regole delle valutazioni debbano essere arbitrarie o poco definite, ma al contrario pone l’accento sulla necessità di trasparenza dei parametri di valutazione e sull’importanza della co-costruzione degli obiettivi.

Leggi tutto »La valutazione in azienda: vincolo e possibilità per il cambiamento

Aspetti relazionali e ruolo dei sindacati nella gestione dei conflitti

  • di

Ristrutturazioni aziendali, riorganizzazioni interne e career development plan sono all’ordine del giorno in uno scenario in cui il cambiamento è il ponte verso il successo delle imprese. Tutti questi aspetti hanno delle notevoli implicazioni sulla quotidianità lavorativa di chi l’azienda la vive da dentro e occupano una posizione di forte impatto nell’analisi del clima aziendale, non sempre sereno e stimolante.

Ed è proprio nell’ottica di promuovere un clima di cooperazione e valorizzazione delle risorse che è necessario riflettere sul rapporto che lega aziende e organizzazioni sindacali. In un documento promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si suggerisce che nel corso del tempo le parti sindacali hanno offerto il loro contributo nella ricerca delle modalità più efficaci per far rispettare quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale, focalizzandosi sulle così dette “tutele universali”, cioè quelle che riguardano indifferentemente tutti i lavoratori. Nel momento in cui però gli scenari lavorativi sono diventati sempre più variegati e specializzati, sembra che alle tutele con focus così esteso, si debba affiancare un’attenzione maggiore alle relazioni individuali e alle esigenze specifiche dei singoli lavoratori.

Quello che si sta delineando è in sostanza un passaggio a una prospettiva in cui le relazioni sindacali contribuiscono a generare valore nelle aziende nella misura in cui sono in grado di valorizzare le posizioni individuali, oltre che quelle collettive.

We Want Sex, 2010

Leggi tutto »Aspetti relazionali e ruolo dei sindacati nella gestione dei conflitti